martedì 9 febbraio 2010

Perplessità nucleari laziali.


Destano un misto di sorriso e stupore i recenti attacchi di Giuseppe Parroncini, assessore alle reti territoriali energetiche della Regione Lazio, rivolti al ministro Scajola, reo di avere impugnato, impudentemente quanto legittimamente, dinanzi alla corte Costituzionale, le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata con le quali veniva affermata la netta contrarietà all’installazione degli impianti nucleari.

Invece di scandalizzarsi a posteriori, perché non si è fatto promotore di una identica iniziativa nell’ambito del consiglio regionale, in maniera da uniformarsi a quei consessi (soprattutto Puglia e Basilicata) che le loro scelte ecocompatibili le hanno dimostrate nei fatti e non a parole?

Perché la Regione Lazio si è limitata a presentare solamente un ricorso presso la Corte Costituzionale - per i profili di incostituzionalità rilevati e riguardanti le procedure previste per la definizione dei siti e per i processi autorizzativi delle centrali - invece di darsi una norma che avrebbe costituito ben altro ostacolo alla volontà del governo d’insediare strutture nucleari nella nostra regione?

“Nel Lazio deve decidere il Lazio” sentenzia l’assessore. L’unica cosa che, al di là dei proclami indignati, a tutt’oggi possiamo constatare, è che il Lazio, in attesa che l’On. Ugo Sposetti (nostalgico dell’atomo a Montalto di Castro) e altri settori del PD si convertano al verbo antinuclearista, a differenza di Puglia, Campania e Basilicata, su questa materia ancora non ha deciso, mentre su molte concernenti la devastazione del territorio, come la costruzione dell’ autostrada, le sue decisioni le ha già prese e da un bel pezzo.



Tarquinia Democratica

giovedì 17 dicembre 2009

Autostrada? No grazie.




Questo il comunicato stampa ufficiale diramato:

18/12/2009 - TARQUINIA


L’associazione Tarquinia Democratica intende ringraziare tutto il Consiglio Provinciale di Viterbo per aver accolto il documento redatto e presentato dal “Comitato dei cittadini liberi” e dal “Comitato amici della Maremma”, che esprimeva ferma condanna riguardo al progetto autostradale del corridoio tirrenico.

L’Associazione manifesta inoltre seria preoccupazione per lo scontro istituzionale in corso oramai da parecchio tempo tra enti e vertici politici del territorio, spesso ascrivibili alla stessa area, quando non addirittura allo stesso partito (il PD): uno scontro politico che rischia di lasciare irrisolti i problemi di carattere ambientale e di rendere orfani di una guida credibile ed autorevole gli elettori.

Erano già ampiamente noti gli inusuali passaggi autorizzativi che hanno portato gli elaborati dalla Regione Lazio ai consigli comunali per l’approvazione del tracciato autostradale senza alcuna concertazione preventiva con la cittadinanza e senza preavviso per gli espropriandi (almeno nel caso di Tarquinia). Perciò, la difesa ad oltranza di un provvedimento - di fatto imposto alle popolazioni costiere dell’Alto Lazio - rende ancora più incomprensibili i veri interessi di chi l’autostrada – e non l’ampliamento e la messa in sicurezza della statale Aurelia come si vorrebbe far credere - la vuole a tutti i costi. Tarquinia Democratica resta pertanto convinta che l’ammodernamento e la messa in sicurezza dell’Aurelia, nel tratto compreso tra Civitavecchia e Grosseto, riescano a garantire in maniera ampia fluidità di scorrimento del traffico, economicità sia per la realizzazione che per gli utenti, maggior rispetto dell’ambiente e delle attività produttive.



Il Presidente

Cesare Celletti

martedì 8 dicembre 2009

Il colore viola.

Da oggi e sino al prossimo giugno, ossia, fino alla conclusione delle diverse tornate elettorali previste in primavera, Tarquinia Democratica ha deciso di far indossare a questo blog il colore viola.
Se questo colore è un simbolo di cambiamento, di spontaneità e desiderio di rinnovamento, noi lo adottiamo senza indugio.