mercoledì 2 giugno 2010

Sen. Marini non si disturbi

Nei giorni scorsi gli insegnanti dell'istituto ISIS di Tarquinia hanno avuto l'onore di giungere tramite interrogazione scritta sul tavolo del nientepopodimenoche Ministro dell'Istruzione Pubblica On. Maristella Gelmini. Autore della missiva il Sen. Marini Sindaco di Viterbo che rimproverava al collegio docenti del suddetto istituto di " indirizzare politicamente studenti e famiglie" con l'approvazione di un documento nel quale venivano denunciati i tagli finanziari alla scuola pubblica. Sicuramente non era intenzione dell'onorevole mettere un bavaglio agli insegnanti di Tarquinia e sicuramente la migliore riforma possibile della scuola ed università è stata pensata ed attuata da questo Governo. Attendiamo fiduciosi i prossimi tagli....ops pardon, riforme per veder attuati in pieno( non tempo pieno...) il diritto allo studio.

Macelleria sociale


La manovra fiscale del governo Berlusconi promette tagli e sacrifici per tutti ma a pagarla saranno soprattutto i più deboli, i dipendenti pubblici le famiglie, molti stipendi saranno bloccati e chi contava di andare in pensione nei prossimi mesi dovrà aspettare.Il governatore di Bankitalia Mario Draghi ha affermato ultimamente " macelleria sociale è una espressione rozza ma efficace, gli evasori fiscali sono i primi responsabili di questo e l'evasione fiscale è un freno alla crescita perchè richiede tasse più elevate a chi le paga. " Il punto centrale e la domanda che si pone è proprio questa:" ma pagano sempre gli stessi e - aggiungo-i soliti fessi?" I giornalisti Marco Tavaglio e Peter Gomez sul giornale " Fatto Quotidiano" si chiedono se esiste una alternativa per evitare di colpire ancora una volta quelli che il loro dovere con il fisco lo hanno sempre fatto e se si può farla pagare ai più ricchi e ai più furbi. La chiamano "Contributo di solidarietà" contiene varie proposte di cui due le più fattibili nell' immediato. La prima riguarda l'ultimo scudo fiscale che ha permesso a migliaia di evasori di regolarizzare anonimamente le loro posizioni versando allo Stato il 5 per cento dei patrimoni nascosti all'estero (100 miliardi). Si può richiedere un altro 5 per cento perchè sempre di evasione si tratta e il governo con la sua manovra fiscale nega a milioni di cittadini i diritti acquisiti. La seconda interessa i grandi patrimoni familiari una tassa patrimoniale una tantum perchè questo già accade in altri paesi e chi è più ricco da una mano a chi sta peggio. Secondo la Banca d'Italia la ricchezza familiare ammonta a 8000 miliardi di euro, il 10 per cento di esse ha però in mano il 50 per cento (4000 miliardi). L'idea è che il prelievo scatti solo a carico di chi possiede immobili, terreni,liquidi e titoli per più di 5 milioni di euro per far incamerare allo Stato 10 miliardi con una contribuzione del 3 per mille pari a15.000 euro.
Esiste una opposizione che si faccia carico di salvare il salvabile e soprattutto si batta per far pagare le manovre fiscali a chi non le paga o addirittura le evade?

Verso la catastrofe



Era inevitabile che accadesse. L’insensato atto di pirateria militare israeliano contro il convoglio navale umanitario con la sua tragica messe di morti e di feriti non è un fatale incidente, è figlio di una cecità psicopatologica, della illogica assenza di iniziativa politica di un governo reazionario che sa solo peggiorare con accanimento l’iniquo devastante status quo. Di cosa parliamo? Dell’asfissia economica di Gaza e della ultraquarantennale occupazione militare delle terre palestinesi, segnata da una colonizzazione perversa ed espansiva che mira a sottrarre spazi esistenziali ad un popolo intero.Dopo la stagione di Oslo, il sacrificio della vita di Rabin, non c’è più stata da parte israeliana nessuna vera volontà di raggiungere una pace duratura basata sul riconoscimento del diritti del popolo palestinese sulla base della soluzione due popoli due stati. Le varie Camp David, Wye Plantation, Road Map sono state caratterizzate da velleitarismo, tattiche dilatorie e propaganda allo scopo di fare fallire ogni accordo autentico. Anche il ritiro da Gaza non è stato un passo verso la pace ma un piano ben riuscito per spezzare il fronte politico palestinese e rendere inattuabili trattative efficaci. Abu Mazen l’interlocutore credibile che i governanti israeliani stessi dicevano di attendere con speranza è stato umiliato con tutti i mezzi, la sua autorità completamente delegittimata. L’Autorità Nazionale Palestinese è stata la foglia di fico dietro alla quale sottoporre i palestinesi reali e soprattutto donne, vecchi e bambini ad una interminabile vessazione nella prigione a cielo aperto della Cisgiordania e nella gabbia di Gaza resa tale da un atto di belligeranza che si chiama assedio. Ma soprattutto l’attuale classe politica israeliana brilla per assenza di qualsiasi progettualità che non sia la propria autoperpetuazione. È riuscita nell’intento di annullare l’idea stessa di opposizione grazie anche ad utili idioti come l’ambiziosissimo “laburista” Ehud Barak che per una poltrona siede fianco a fianco del razzista Avigdor Lieberman. Questi politici tengono sotto ricatto la comunità internazionale contrabbandando la menzogna grottesca che ciò che è fatto contro la popolazione civile palestinese garantisca la sicurezza agli Israeliani e a loro volta sono tenuti sotto ricatto dal nazionalismo religioso di stampo fascista delle frange più fanatiche del movimento dei coloni, una vera bomba ad orologeria per il futuro dello stato di Israele. La maggioranza dell’opinione pubblica sembra narcotizzata al punto da non vedere più i vicini palestinesi come esseri umani, ma come fastidioso problema, nella speranza che prima o poi si risolva da solo con una “autosparizione” provocata da una vita miserrima e senza sbocco. Le voci coraggiose dei giusti non trovano ascolto e anche i più ragionevoli appelli interni ed esterni come quello di Jcall, vengono bollati dai falchi dentro e fuori i confini con l’infame epiteto di antisemiti o antiisraeliani. Se questo stato di cose si prolunga ancora il suo esito non può essere che una catastrofe.


Moni Ovadia l' Unità 01/06/2010